LAVARSI LE MANI: PERCHE’?

Nella cute delle mani risiedono milioni di batteri che costituiscono la FLORA RESIDENTE. Tale flora microbica è poco aggressiva, normalmente non provoca infezioni ed è presente sulla pelle di tutte le persone.

Nella nostra cute inoltre è presente anche la cosiddetta FLORA TRANSITORIA, composta da virus e batteri che, in condizioni ottimali, proliferano spaventosamente nelle mani per diverse ore. Quando poi, accidentalmente tocchiamo occhi o bocca, nostra o di un’altra persona, questi batteri e virus possono infettare l’organismo. Influenze stagionali e raffreddori, ad esempio, con il vettore delle mani infettano una persona dopo l’altra.

L’igiene delle mani è dunque una procedura sanitaria indispensabile per LIMITARE LA DIFFUSIONE DEI MICRORGANISMI e ridurre quindi l’incidenza delle infezioni correlate alle pratiche assistenziali; è da considerare fra le principali procedure per la prevenzione delle infezioni, e deve essere operata per evitare la trasmissione dei microrganismi. Il LAVAGGIO DELLE MANI difende sia il paziente che l’operatore sanitario.

Il lavaggio delle mani può essere fatto con ACQUA E SAPONE. La durata complessiva di tale lavaggio dura tra i 40 e 60 secondi.

Se le mani non sono visibilmente sporche, per rimuovere la flora transitoria patogena è sufficiente utilizzare la SOLUZIONE ALCOLICA. Tali prodotti possono essere in gel, liquidi o in schiuma e non vanno usati su cute lesa o ferite e in presenza di fiamme. Per eseguire la frizione alcolica non serve l’acqua, non occorre che ci sia un lavandino e non occorre carta per asciugarsi le mani.

Di seguito vengono illustrate le corrette procedure dei due tipi di lavaggio da fonte CCM – Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie.

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Agosto

Poliambulatorio Aperto 

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